In trepidante attesa, dopo le vacanze estive, carica di nuove progettualità e di nuovi stimoli dati dalle lezioni del Master, mi ritrovo catapultata a Bologna, all’Ufficio Immaginazione Civica dell’Urban Center, nel bel mezzo di un processo già in moto da qualche mese, i Laboratori di Quartiere, incontri di coprogettazione con le persone per le persone.

All’interno del più ampio quadro del “Piano per l’innovazione urbana”,con il quale il Comune di Bologna ha stanziato e convoglia diverse tipologie di fondi per la realizzazione di interventi di varia natura, rientra il Bilancio Partecipativo, strumento di partecipazione e democrazia diretta per il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte pubbliche.

L’Ufficio immaginazione Civica ha avuto e sta avendo un ruolo cruciale in questo processo, ponendosi come mediatore tra i cittadini e l’amministrazione, per l’ideazione e la proposizione di progetti pensati direttamente dagli abitanti. Per ogni quartiere sono state individuate delle zone, per le quali sono stati stanziati circa 150.000€, al fine di realizzare le proposte emerse dagli abitanti che quotidianamente vivono quelle zone.

Tra aprile e settembre sono state coinvolte oltre 1700 persone in più di 70 incontri, dai quali sono emersi 27 progetti per i sei quartieri della città. Nel mese di novembre si avvierà la fase di voto, durante la quale tutti gli abitanti di Bologna sopra i sedici anni potranno partecipare, ed il progetto più votato per ogni quartiere verrà realizzato a partire dal 2018 e per i successivi tre anni. Il voto quindi non è riservato esclusivamente ai residenti, ma a tutti coloro che per ragioni lavorative o di studio esercitano e svolgono le loro attività nel Comune di Bologna.

Questo processo ha un carattere fortemente innovativo per quello che riguarda le politiche pubbliche e le pratiche urbane innovative capaci di generare valore per la società, e si tratta pertanto di un processo in fase di sperimentazione, costantemente seguito e monitorato dal Ces.co.com del Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia  dell’Università di Bologna.

Insomma, si tratta di un processo che è sicuramente un’avanguardia nel panorama italiano della rigenerazione urbana e dell’innovazione sociale dal punto di vista delle pratiche pubbliche, d’altronde l’amministrazione bolognese è sempre stata capace di generare valore dalle pratiche collaborative, rafforzando l’idea comunità presente nel territorio, ponendosi come riferimento ed esempio di best practices per tante altre amministrazioni italiane.

Quella che sto vivendo qui è pertanto un’esperienza non solo professionalizzante, ma soprattutto umana. Mi è stata data l’opportunità quotidiana di ascoltare i bisogni degli abitanti per pensare insieme nuove visioni e di lavorare a stretto contatto con un gruppo interdisciplinare di giovani professionisti super qualificati, tutti in corsa verso il medesimo obiettivo:il bene comune.

 

Elisabetta Caruso

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