Verso una nuova figura professionale capace di mobilitare e connettere soggetti e risorse

In Italia ci sono milioni di edifici, vuoti, sottoutilizzati o dismessi, un patrimonio edilizio che rappresenta una difficile sfida ma anche una straordinaria opportunità di attivazione e rigenerazione per molte aree del paese. Capannoni, ex-caserme, edifici scolastici, mercati ma anche spazi pubblici mal progettati o scarsamente valorizzati all’interno di città che, per la crisi economica prima e per quella pandemica ora, registrano forme di esclusione sociale e spaziale sempre più marcate.

Questa ricchezza di spazi da risignificare si accompagna ad una crescente diffusione di esperienze di rigenerazione urbana fondate sul coinvolgimento attivo degli abitanti, tutte incentrate sull’importanza non semplicemente dello spazio costruito, bensì dei luoghi, cioè dell’intreccio di relazioni che abita lo spazio, lo anima, lo rende vivibile e vissuto. Si tratta di un’operazione che richiede competenze profondamente diverse rispetto a quelle che circolano oggi, nelle università, nel mondo professionale e nelle istituzioni pubbliche. Per questo è stato ideato il Master U-Rise “Rigenerazione urbana e innovazione sociale”, per formare una figura dalle competenze sfaccettate, in grado di gestire l’organizzazione di interessi e domande molteplici come sono quelli che caratterizzano qualsiasi tentativo di (ri)costituzione di un luogo, che sia un capannone dismesso, una caserma, un mercato o uno spazio lasciato vuoto da un’urbanistica poco attenta.

Mettere in campo interventi di rigenerazione urbana di questa natura richiede competenze nuove, difficilmente definibili e standardizzabili perché chiamate a intersecare temi, discipline, attori e strumenti variegati e variabili. Il Master U-Rise ha l’ambizione di formare questa nuova categoria di professionisti, capaci di disegnare, accompagnare, realizzare interventi di rigenerazione urbana in un’ottica critica di innovazione sociale, partendo da una specifica conoscenza dei contesti e dalla mobilitazione di differenti tipi di risorse e di soggetti (locali ed extra-locali, istituzionali e non, pubblici e privati). Insomma, una figura professionale in grado di promuovere e gestire molteplici dimensioni del cambiamento, da quello fisico a quello economico, sociale, culturale, e per questo, nel senso migliore del termine, politico.

A chi è rivolto il Master

Il Master è di II livello, aperto a chiunque abbia un titolo di laurea magistrale indipendentemente dalla disciplina: neolaureati, architetti e liberi professionisti, operatori e imprenditori sociali, dipendenti delle pubbliche amministrazioni che operano o intendono operare nei settori della rigenerazione urbana, culturale e creativa con un approccio territorial based e con gli strumenti dell’innovazione sociale. 

In particolare:

  • progettisti dello spazio (architetti, urbanisti, paesaggisti e altri) che hanno interesse ad acquisire competenze soft per analizzare i territori in cui operano, al fine di comprenderne risorse e potenzialità, attivare percorsi di coinvolgimento degli abitanti e gestire complesse partnership territoriali per la rigenerazione urbana;
  • practitioner e imprenditori sociali che vogliono intraprendere o hanno già attivato un progetti di rigenerazione urbana attraverso l’innovazione sociale, interessati a costruire una cassetta degli attrezzi multidisciplinare e a far parte di un network nazionale e internazionale con cui portare avanti pratiche condivise e condividere lezioni apprese;
  • dipendenti delle pubbliche amministrazioni interessati ad innovare i propri strumenti di lavoro attraverso la conoscenza e lo scambio con iniziative, buone pratiche e procedure utilizzate per avviare e gestire processi di rigenerazione urbana, in particolare in un contesto di risorse pubbliche scarse;
  • operatori del terzo settore – in particolare nei settori culturale, welfare e sociale, immigrazione, sviluppo locale – che vogliono sfruttare l’opportunità della rigenerazione urbana come strumento di miglioramento del territorio dove operano ed entrare a far pare di in una comunità nazionale di innovatori sociali;
  • antropologi, sociologi, scienziati politici ed economisti interessati ad acquisire competenze tecniche per utilizzare lo spazio urbano come campo di applicazione di innovazione sociale, in particolare nei settori del welfare, inclusione sociale, immigrazione, sviluppo locale, cultura e animazione sociale.