Perché rigenerazione urbana e innovazione sociale

Le città italiane sono disseminate di edifici abbandonati, di vuoti urbani, di spazi pubblici che non funzionano come tali o che sono altamente conflittuali, di grandi infrastrutture dismesse in cerca d’autore, di funzioni, di identità. L’Italia ha un patrimonio di spazi che rappresenta una difficile sfida, ma anche una straordinaria opportunità di attivazione e rigenerazione per molte aree del paese. In questo quadro, l’innovazione sociale è uno strumento fondamentale di rigenerazione urbana perché permette di progettare a partire dalle reali necessità dei territori e con il coinvolgimento diretto di abitanti e istituzioni.

Rigenerare un territorio è un complesso processo urbano e sociale che deve essere capace di produrre effetti duraturi nel tempo su spazi e società. Queste sfide aprono un campo di lavoro immenso, che necessita di figure professionali dinamiche, costantemente capaci di attivare connessioni e di muoversi nella complessità urbana e sociale al fine di produrre maggiore sostenibilità e inclusione sociale.

 

A chi è rivolto e sbocchi occupazionali

Il Master è aperto a chiunque abbia un titolo di laurea magistrale indipendentemente dalla disciplina: neolaureati, architetti e liberi professionisti, operatori e imprenditori sociali, dipendenti delle pubbliche amministrazioni che operano o intendono operare nei settori della rigenerazione urbana, culturale e creativa con un approccio territorial based e con gli strumenti dell’innovazione sociale. 

In particolare:

  • progettisti dello spazio (architetti, urbanisti, paesaggisti e altri) che hanno interesse ad acquisire competenze soft per analizzare i territori in cui operano, al fine di comprenderne risorse e potenzialità, attivare percorsi di coinvolgimento degli abitanti e gestire complesse partnership territoriali per la rigenerazione urbana;
  • practitioner e imprenditori sociali che vogliono intraprendere o hanno già attivato un progetti di rigenerazione urbana attraverso l’innovazione sociale, interessati a costruire una cassetta degli attrezzi multidisciplinare e a far parte di un network nazionale e internazionale con cui portare avanti pratiche condivise e condividere lezioni apprese;
  • dipendenti delle pubbliche amministrazioni interessati ad innovare i propri strumenti di lavoro attraverso la conoscenza e lo scambio con iniziative, buone pratiche e procedure utilizzate per avviare e gestire processi di rigenerazione urbana, in particolare in un contesto di risorse pubbliche scarse;
  • operatori del terzo settore – in particolare nei settori culturale, welfare e sociale, immigrazione, sviluppo locale – che vogliono sfruttare l’opportunità della rigenerazione urbana come strumento di miglioramento del territorio dove operano ed entrare a far pare di in una comunità nazionale di innovatori sociali;
  • antropologi, sociologi, scienziati politici ed economisti interessati ad acquisire competenze tecniche per utilizzare lo spazio urbano come campo di applicazione di innovazione sociale, in particolare nei settori del welfare, inclusione sociale, immigrazione, sviluppo locale, cultura e animazione sociale.

 

Numeri sulle precedenti edizioni

Sono più di cento gli studenti che hanno preso parte, fino ad, ora all’esperienza U-Rise. Quattro edizioni tutte distinte da classi fortemente eterogenee per il differente background accademico, per il grado di esperienza e la provenienza regionale (ben 16 differenti regioni italiane). È proprio la ricchezza del gruppo e la forte coesione che ha portato negli anni alla nascita di collaborazioni e progettualità condivise tra gli studenti, che sono andati ad aggiungersi alle singole traiettorie professionali di ognuno.

Anche il corpo docente presenta una varietà dei profili: circa settanta docenti – in quattro anni di Master – provenienti dai settori più innovativi dell’università, rappresentanti illuminati di istituzioni locali, nazionali e internazionali e practitioner protagonisti di importanti esperienze di rigenerazione urbana in Italia e in Europa, tutti venuti al Master a mettersi in gioco raccontando i successi e le sfide dei loro percorsi di innovazione sociale.

In queste settimane sono in corso i tirocini degli studenti del IV anno, che stanno facendo esperienza e acquisendo competenze in alcuni dei contesti più significativi d’Italia per quanto riguarda la rigenerazione urbana con una prospettiva di innovazione sociale. Tra questi: Fondazione Innovazione Urbana di Bologna, Nesta, Dynamoscopio, K-City, Social Seed, Kallipolis, Scuola dei Quartieri con il Comune di Milano, OvestLab, Clac.

U-Risers, docenti e sedi di tirocinio sono, quindi, il network pulsante del Master. Sono l’opportunità di apprendere punti di vista, metodi e approcci fortemente eterogenei e permettono allo studente di entrare a far parte di una vera e propria comunità professionale di riferimento fatta da ex-studenti, professionisti e istituzioni, ogni anno sempre più allargata.

Anche la didattica negli anni ha affinato la sua struttura concettuale: introduzione e costruzione del framework teorico, definizione di tecniche e strumenti attraverso il lavoro sul campo e laboratori. In questo contesto, sono state molte le esperienze sul campo. Dall’immersione nei contesti internazionali più rilevanti (Barcellona e Berlino) e dai casi italiani più noti (Milano, Bologna, Napoli), fino alle esperienze più particolari di politiche territoriali in contesti medio-piccoli (Chieri, vicino a Torino) e rurali (Comelico di Cadore, nella Provincia di Belluno), ai laboratori intensivi di progettazione (quartiere Arcella di Padova e quartiere Sacca Fisola a Venezia).

Il network U-Rise aspetta che anche tu ne faccia parte: scopri tutti i docenti e le opportunità di tirocinio attivabili.