Foto: CasermArchelogica – San Sepolcro

Non è ancora chiaro quanto durerà questa fase liminale generata dalla pandemia e cosa e quanto realmente cambierà. Ci ritroviamo improvvisamente in una situazione che ha messo in discussione molto di quello che abbiamo a lungo dato per scontato, con conseguenze radicali sul modo in cui usiamo, interpretiamo e progettiamo i territori e le comunità.   

L’anno in corso è stato sfidante anche per le attività del Master U-Rise. Abbiamo avuto la possibilità di mettere a fuoco gli approcci più adatti alla didattica a distanza, le potenzialità e le dinamiche date dagli strumenti digitali, con diversi effetti interessanti e incrementabili: 

  • Abbiamo compreso come si lavora in gruppo a distanza e come si co-progetta online; per molti una dimensione non certa nuova, ma sulla quale abbiamo collaudato una prassi di lavoro. 
  • Le occasioni di scambio e tutoraggio con gli studenti sono state ulteriormente intensificate, nella didattica e nei percorsi personali di tirocinio.
  • Abbiamo arricchito in quantità e qualità il percorso formativo con approfondimenti tematici molto adatti alla dimensione on-line e altrimenti difficilmente raggiungibili con la didattica in presenza. 

Il master ha sempre insegnato a gestire l’incertezza, che sta sempre più diventando la cifra dominante delle nostre vite quotidiane e professionaliInfatti, il Master U-Rise insegna, tra le altre cose, a progettare in maniera aperta e incrementale e cerca di applicare costantemente su sé stesso questa metodologiaDopo cinque edizioni abbiamo quindi maturato una esperienza che consolida la visione iniziale ma la aggiorna alle nuove sfide della contemporaneità.  

Abbiamo compreso, quindi, che le piattaforme on-line possono migliorare in maniera sostanziale (ma certamente non sostituire) la didattica in presenza. Almeno per noi, infatti, resta centrale il ritrovarsi insieme in un luogo, la dimensione comunitaria e di scambio, e l’immersione profonda in alcuni spazi di rigenerazione. Questi assunti rimangono quindi i caposaldi anche per la prossima edizione. 

Per fare questo, la sesta edizione ha tre importanti novità: 

  1. Modalità blended: 50% delle ore in presenza e 50% on-line 

Le lezioni in presenza si potranno seguire contemporaneamente da remoto in streaming e saranno registrate e disponibili all’interno della piattaforma on-line che sarà il contenitore e lo strumento digitale che accompagnerà il Master per tutto l’anno. 

  1. Tre affondi tematici: ambiente, il progetto dello spazio pubblico e diversità 

Il percorso formativo permetterà di approfondire tre temi che consideriamo centrali, vale a direl’ambiente, il progetto dello spazio pubblico e la diversità; un intero modulo sarà infatti dedicato alla resilienza ambientale, un secondo modulo al fare rigenerazione in contesti multiculturali e ben due moduli site-visit al progetto dello spazio pubblico. L’occasione ha portato anche ad allargare la faculty del Master con quattro nuovi docentii professori Francesco Musco e Stefano Munarin dell’Università Iuav di Venezia, Marco Tognetti e Riccardo Luciani di LAMA Agency di Firenze. 

  1. Un progetto formativo costruito a clessidra, suddiviso in treparti. 1. Scopro e rifletto > 2. Vedo e faccio esperienza > 3. Progetto. 

La prima parte (moduli 1 > 4) è dedicata alla costruzione del campo da gioco del Master, con la discussione di teorie e approcci per una possibile definizione di rigenerazione urbana via innovazione sociale 

La seconda parte riguarda invece l’immersione e le esperienze sul campotre moduli (5 > 7) che alterneranno formazione frontale, site-visit e parti laboratoriali (Milano, Napoli, piccoli centri urbani del nord-est). Particolarità dell’edizione 6 del Master è proprio l’assetto a clessidra dato dallo snodo di questa dimensione immersiva nei casi-studio. Il caso di Napoli e di Fondazione Foqus diventerà infatti il caso-studio che accompagnerà la classe per il resto dell’annoLa parte terza alternerà infatti la formazione di metodi e strumenti per la progettazione a parti laboratoriali, nelle quali la classe costruirà un project work collettivo a partire dalle sfide lanciate dal caso Napoli. Questo lavoro collettivo vedrà anche periodici momenti di confronto e supervisione da parte degli interlocutori principali (Fondazione Foqus e altri stakeholders locali) e dei diversi docenti del Master. Il project work avrà infine un momento di restituzione e discussione alla fine dell’anno.  

Una parte ulteriore, la quarta, riguarda infine il progetto di tirocinio presso le sedi partner del Master. L’orientamento e la costruzione dei singoli percorsi degli studenti saranno costruiti in diversi momenti all’interno dell’anno con un intero modulo dedicato a questo (L’ecosistema delle competenze). Suddiviso in quattro momenti nel corso dell’anno, offrirà allo studente gli strumenti per costruire una mappa personale delle competenze fino all’orientamento alla scelta della sede e alla costruzione del proprio progetto di tirocinio. Tirocinio (o project work per gli studenti lavoratori che opteranno per questa modalità più flessibile) della durata di 450 oreda tenersi nel periodo tra luglio e dicembre 2021.