Uno dei punti di forza di U-RISE? La rete di network costruita con molte delle più importanti realtà italiane del mondo della rigenerazione urbana e dell’innovazione sociale.

Abbiamo chiesto alla classe U-RISE della V edizione del Master di raccontarci la loro esperienza di tirocinio, questa l’intervista a Caterina

Presentati al pubblico U-rise: chi sei e in che struttura stai svolgendo il tirocinio?

Sono Caterina Debidda, architetto toscana, classe ’91. Dopo gli studi classici, studio alla facoltà di Architettura di Firenze dove mi laureo con una tesi sul rilievo e il riuso del parco storico di Palazzo Nocca sito a Barbianello, nell’Oltrepò pavese. La ricerca si rivolge all’analisi del contesto e dello stato di fatto per poi confluire verso la ricerca di strumenti per la valorizzazione dell’oggetto, cercando di ridare dignità allo spazio oggi totalmente degradato promuovendo uno strumento utile per qualsiasi intervento sul Paese, in previsione di azioni future di conservazione ed uso del patrimonio edilizio esistente.

Dopo la laurea, mi abilito alla libera professione e decido di svolgere alcune esperienze professionali all’estero, quindi mi trasferisco nella verde Olanda, dove lavoro presso lo studio NOAHH, ad Amsterdam, specializzato in progetti in ambito sociale, educativo e culturale.
Nel 2019, invece, parto per un ulteriore tirocinio professionale in Portogallo, a Porto, presso lo studio di José Nunes Oliveira, atelier portoghese con una forte attenzione al contesto ambientale.
Realtà diverse dell’abitare che ho imparato a conoscere; ciò che mi interessa è la società, il territorio e l’insieme delle storie delle persone che vi convivono.

Oggi, svolgo la libera professionista e mi occupo di ristrutturazioni edilizie e di progetti sia pubblici che privati, ma l’interesse maturato attraverso studi, workshop verso la rigenerazione urbana e l’innovazione sociale mi ha spinto ad iscrivermi al Master U-RISE.
Attualmente svolgo quindi un project work presso l’associazione Narrazioni Urbane, Firenze (tutor arch. Michela Fiaschi).

Ci racconti brevemente il progetto o i progetti a cui stai lavorando?

Sto lavorando a diversi progetti, in particolare al progetto S-trip, la strada si-cura, presso il comune di Castelfiorentino (FI). Tale lavoro mira alla promozione della sicurezza urbana attraverso un intervento di rigenerazione territoriale in chiave sociale con il coinvolgimento prioritario delle scuole statali secondarie di I e II grado.
Con il progetto S-trip si vuole operare sul tragitto stazione-scuola, altamente frequentato, ma noto soprattutto per essere esposto a eventi illeciti e di microcriminalità. L’idea è quella di creare un presidio naturale e una cintura di sicurezza, fatta di animazioni, relazioni e attività, per tutti gli abitanti. Le azioni saranno mirate ad accrescere il livello di vitalità sociale del territorio, migliorando la qualità dell’ambiente urbano e ad analizzare l’impatto dell’emergenza rispetto alla percezione di sicurezza e alla fruizione dei luoghi d’uso collettivo. Stiamo quindi rimodulando le diverse attività partendo da una mappatura collaborativa dei luoghi, effettuando l’analisi della percezione della sicurezza con questionari online, rivolti a studenti e docenti, per promuovere le attività attraverso l’attivazione al momento sui social poi in presenza e instaurare così la conoscenza reciproca creando legami sociali.

Sto inoltre collaborando alla creazione del Distretto dell’economia civile di Empoli, un “luogo” per ripensare lo sviluppo locale in chiave sostenibile e civile attraverso la collaborazione e la partecipazione attiva di tutte le realtà che vivono sul territorio. Difatti un laboratorio dentro il quale lavorare in maniera condivisa, mettendo al primo posto la difesa dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, il bene comune e costruire così una comunità. Ho partecipato ad incontri in presenza e a tavoli di lavoro online, organizzati da Narrazioni Urbane, relativi alla creazione della piattaforma di comunità.

Infine, sto lavorando alla presentazione di un progetto volto alla rivitalizzazione dell’area verde del Parco del Pionta di Arezzo; tale presentazione avverrà il 27 novembre durante la Notte dei Ricercatori. L’intervento mira ad approfondire un’impalcatura metodologica utile alla riflessione su un possibile cammino di rigenerazione del Parco del Pionta in chiave inclusiva e collaborativa.

Una riflessione sullo stato attuale: in che modo la realtà in cui stai svolgendo il tirocinio ha reagito, e sta reagendo, all’attuale pandemia? 

Ho iniziato a collaborare con Narrazioni Urbane presso il coworking Impact Hub, Firenze dove l’associazione aveva deciso di riunirsi per lavorare. Ma a causa della pandemia in corso, attualmente svolgo le attività in modalità smart working da casa, con riunioni su piattaforma digitale e grazie alla condivisione dei documenti su drive. Inoltre, grazie alla mia tutor, vengo coinvolta in conferenze, riunioni interessanti su interventi di rigenerazione urbana e sui vari attori coinvolti nei processi.