a cura di Elena Borrone e Stefania Manzo

La 90/91 è la linea di trasporti milanese che gira senza interruzione intorno alla città. Federica Verona, architetta e urbanista, nata friulana, attiva a Milano nell’ambito delle tematiche relative al disagio abitativo, ha dedicato alla circolare milanese un progetto all’interno delle attività di Super, il festival “lento” delle periferie, di cui è tra le principali ideatrici.

La 90/91 non è una linea come tutte le altre: viaggia sulla circonvallazione esterna di Milano per un totale di 40 km ed è balzata spesso agli onori delle cronache per episodi di violenza, degrado e bassa sicurezza. Nota agli abitanti locali anche come “circolare destra e circolare sinistra”, ha un forte impatto evocativo e simbolico nell’immaginario cittadino. Come se fosse un compasso, traccia una linea curva a segnare il confine tra centro e periferia, raccogliendo pezzi di vita e umanità molto diverse, a seconda degli orari e dei quartieri che incontra. Di notte è spesso usata per dormirci da chi un letto e una casa non ce l’ha. Federica Verona con il suo progetto ha voluto mettere in luce un diverso modo di guardare questa tratta ad altissimo tasso di multietnicità e di diversità, superando gli stereotipi legati alla delinquenza e al degrado.

Le radici del progetto 9091 affondano nella storia personale e professionale di Federica Verona. Laureata con Bernardo Secchi all’Università IUAV di Venezia, nella sua tesi dedicata allo studio dello spazio urbano usato dalla popolazione homeless sul territorio milanese, ipotizzava di usare la 90/91 per distribuire beni di prima necessità alle fasce più fragili delle aree periferiche della città, partendo dall’accettazione del grado zero dell’accoglienza. Obiettivo principale del lavoro di ricerca, infatti, era quello di immaginare delle soluzioni che potessero accompagnare lo stare in strada in modo più semplice ed utile. 

Quando ha dato vita a Super, il “festival delle periferie” nato per valorizzare e dare forma narrativa alle pratiche e alle realtà attive nella periferia di Milano, Federica ha voluto riprendere l’idea di un lavoro di narrazione realizzato anni prima da Cristiano Valli.  Storica voce della nota emittente radiofonica Radio Popolare, Valli aveva infatti anche lui scelto la tratta della linea 90/91 per ascoltare e raccogliere le storie di chi la utilizzava. 

È a partire dall’incontro dei lavori di ricerca di entrambi che Federica Verona decide di sviluppare un nuovo progetto, coinvolgendo quattro diversi artisti nella realizzazione. Artisti che per mesi hanno “abitato” la tratta, componendo altrettante visioni per raccontare l’altra faccia della filovia. Si tratta in particolare di:

Bianca Asmara Curti, giovane fotografa torinese ha utilizzato la macchina fotografica per immortalare i riflessi delle vetrate del bus, osservando attraverso l’obiettivo i bordi della città;

Veniero Rizzardi, musicologo, ha ascoltato ciò che succedeva dentro e fuori la linea e registrato pezzi di conversazioni, rumori, suoni, interviste, testimonianze, ottenendo un paesaggio sonoro in quattro parti da ascoltare in cuffia e battezzato “Fi-lo”;

Giuseppe De Mattia, artista bolognese, ha raccolto oggetti dimenticati o abbandonati sul filobus e li ha reinterpretati nel proprio studio, dando vita a 16 opere;

Giampiero Sanguigni, architetto e disegnatore, ha trasposto su carta i volti, le scene, le situazioni che incrociava lungo la tratta, realizzando 19 bozzetti.

Inoltre, a cura di Irem Okandan, è stata disegnata una mappa cartacea che riportava luoghi di culto, locali e luoghi di cultura lungo la circolare.

Durante la festa diffusa di Super, una maratona di tre giorni dal 12 al 14 ottobre 2018 che ha coinvolto diversi quartieri della città, per promuovere i diversi progetti artistici sono stati scelti tre luoghi lungo il percorso della 90/91. Il progetto ha visto la partnership tecnica di ATM, che ha riservato appositamente una carrozza in cui ascoltare in cuffia gli audio realizzati per “Fi-lo”.  In ogni fermata era affissa la mappa in versione manifesto che ha permesso ai fruitori di conoscere le realtà disseminate nei quartieri e situate in prossimità della tratta.

L’esperienza del progetto, e più in generale del festival Super, hanno permesso a Federica di riconoscere le periferie come un aggregato di piccole normalità straordinarie, capaci di vivere da sole e ricucirsi da sole, attivando progettazione dal basso e rispondendo a dei bisogni, promuovendo socialità, autenticità e creatività in contesti difficili.

Un richiamo alla concretezza per chi lavora e si occupa di periferie. Un invito a sporcarsi ogni giorno le mani, vivendo in prima persona e assecondando il ritmo lento del quotidiano, incontrando volti e ascoltando storie.

9091 è stato un progetto che, nonostante il suo ridottissimo costo, ha ottenuto un buon impatto territoriale, soprattutto nel generare narrazioni positive, alimentando uno sguardo accogliente e inclusivo verso le diversità e ciò che ancora non è conosciuto.