a cura di Livia Chianese, Dalila Pace e Enrica Perotti

“Il 19 Maggio un gruppo di ventisette studenti provenienti da tutta Italia e non solo, varca con un misto di eccitazione e curiosità il portone verde acceso della Fondazione FoQus”, iniziava così l’articolo redatto da due colleghe del Master per il primo modulo in presenza a Napoli. Qui racconteremo invece l’esperienza dell’ultimo modulo di lezioni, in trasferta per la seconda volta. Dal 21 al 23 luglio, infatti, il master U-rise si è trasferito a Milano, più precisamente presso lo spazio Stecca 3.0, che ci ha ospitato per tutta la durata del modulo.

Isabella Inti, presidente della rete di associazione ADA Stecca, ente gestore dello spazio, ci ha accolti  per raccontarci la storia di questo spazio: un incubatore di arte che si inserisce nel piano di riqualificazione del quartiere Isola. Si tratta di un edificio di proprietà del Comune di Milano di circa 760 mq, oggi casa per associazioni, attività socioculturali e un luogo aperto alla collettività che ospita laboratori, aree di coworking e corsi.

È in questo spazio che ci siamo confrontati con il tema del modulo: Spazio pubblico, spazio generativo.

Il modulo delle tre giornate di Milano si è sviluppato attraverso lezioni partecipate e visite on site. Gli interventi del primo giorno ci hanno permesso di addentrarci sin da subito nella progettazione dello spazio pubblico, attraverso il punto di vista dei progettisti Stefano Ragazzo (orizzontale) e Paolo Robazza (Studio BAG), analizzando i successi e i fallimenti dei loro progetti, l’uso che ne fa la collettività e le ripercussioni sul territorio.

Design accurato, mobilità sostenibile, senso di comunità e biodiversità urbana sono solo alcuni degli elementi che definiscono la complessità di uno spazio pubblico di qualità.

A seguire, attraverso la tavola rotonda Una lettera aperta, il PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, partendo dall’analisi delle criticità di Milano da parte dell’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran,abbiamo affrontato dal punto di vista di diversi professionisti il tema dei possibili usi del finanziamento europeo NextGenerationEU e la necessità di rimettere al centro lo sviluppo urbano, la cura del territorio e l’architettura responsabile (https://www.milanodesignfilmfestival.com/letteraaperta/).

Il secondo giorno abbiamo posto le basi della metodologia d’intervento negli spazi pubblici con Laura Montedoro, docente di urbanistica al Politecnico di Milano.

Abbiamo cominciato riflettendo sui cambiamenti che ha subito Milano negli ultimi anni “Un cambiamento nei modi di usare la città che si è esteso e ha immediatamente“colonizzato” gli spazi aperti dei nuovi grandi interventi di trasformazione urbana, decretandone il successo in termini di apprezzamento della popolazione e di intensità di usi, slegata dalla temporaneità degli eventi o dalla concentrazione monofunzionale (tempo libero, terziario, ecc.)” ci dice Laura; tra questi, cita il recupero della Darsena, il vecchio porto di Milano alla confluenza dei Navigli. Dopo questo primo viaggio nella città, ci parla di policy dello spazio pubblico e delle “tipologie” differenti di rigenerazione urbana, citando la strategia di Milano 2030.

Nel pomeriggio ci siamo ritrovati  a toccare con mano alcuni interventi di rigenerazione nell’area urbana che va dal quartiere Isola a Corvetto, nella “periferia” milanese. Abbiamo poi testato la mobilità sostenibile di Milano con un bike tour, sostando durante il percorso in alcuni spazi in cui sono stati attivati processi di rigenerazione urbana. Giunti a Corvetto siamo stati accolti dall’associazione La Strada che gestisce il Centro aggregativo multifunzionale Polo Ferrara, raccontandoci la storia affascinante della loro sede e il contesto in cui si trovano.

Da qui la visita si è spostata verso uno degli interventi di Milano Piazze Aperte, un progetto del Comune di Milano, realizzato in collaborazione con Bloomberg Associates, National Association of City Transportation Official (NACTO) e Global Designing Cities Initiatives, basato sull’idea di spazio pubblico come luogo di incontro e socializzazione.

Un esempio? Piazza Ferrara: uno slargo usato come parcheggio trasformato in uno spazio di socialità e colori, in cui i residenti si ritrovano per condividere momenti di convivialità.

Il terzo giorno finalmente entriamo nel vivo degli interventi di AMAT, l’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio di Milano, nell’ambito dell’urbanistica tattica. Abbiamo così osservato più nel dettaglio il progetto di “Piazze Aperte” con l’architetta Chiara de Grandi. Il pomeriggio è stato invece dedicato all’esplorazione del quartiere Isola  alla scoperta delle sue gemme nascoste come via Toce, co-progettata con i cittadini e gli studenti delle scuole dopo il primo lockdown, testimonianza della voglia di riappropriazione dei vuoti urbani nella città. Il nostro percorso nel quartiere si è chiuso con la visita all’Isola Pepe Verde, un’ex area demaniale edificabile ma inutilizzata, oggi giardino condiviso.

Attraverso uno studio approfondito e concentrato dei temi urbani e non solo, tramite un approccio sia teorico che pratico, abbiamo avuto la possibilità di poter intuire le sfide di una città internazionale ed europea come Milano, esempio riuscito di un cambiamento di tendenza nella gestione dello spazio pubblico e dei problemi della città. Ci siamo salutati chiedendoci: come immaginiamo il futuro delle nostre città? Con quali mezzi? Partendo dai diversi scenari incontrati ci lasciamo andare a idee utopiche e non sulla città del domani.

L’ultimo pomeriggio si è così concluso con un attento dibattito e con la ricchezza degli spunti di una classe multidisciplinare, composta da architett*, sociolog*, artist*, operator* del Terzo settore, ma soprattutto giovani pieni di speranze e voglia di cambiamento.

Una classe di persone che, sfidando le difficoltà della didattica on-line e attendendo il momento di potersi finalmente conoscere di persona, grazie al supporto di professori e tutor, ha costruito una comunità di U-risers pronta a cimentarsi nel mondo della rigenerazione urbana. Un team determinato a portare sul campo i preziosi insegnamenti appresi quest’anno da un Master che fa la differenza a livello professionale, ma soprattutto a livello umano.