a cura di Cristina Vignone

SOU è la Scuola di Architettura per Bambini ideata da Farm Cultural Park, un centro culturale indipendente a Favara, vincitore di numerosi premi tra i quali il “Premio Seoul” organizzato dalla “Seoul Metropolitan Government” e la “Seoul Design Foundation,” che quest’anno andava a un ecosistema urbano in grado di creare una relazione armoniosa tra l’uomo e l’ambiente (http://humancitydesignaward.or.kr/en). 

Uno dei temi che Farm ha più a cuore è infatti l’educazione. Scrive Andrea Bartoli,  fondatore di Farm Cultural Park insieme alla moglie Florinda Saieva: “Abbiamo deciso di ripartire dal futuro: i nostri bambini. Desideriamo farli crescere in mezzo alla bellezza, raccontando valori universali come l’amore, la pace, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà, il rispetto, l’impegno sociale, ma anche i valori meno condivisi come l’importanza della creatività, la prevalenza del concetto di “buon senso” su quello formale di legalità, la libertà di espressione piuttosto che la rigidità dei protocolli e il valore della disobbedienza contro le ingiustizie. Perché solo investendo nelle future generazioni potremo avere cittadini più liberi, etici e generosi. Per questo abbiamo creato SOU, la Scuola di architettura per bambini”. (Farm Cultural Park, Platform of Change. Lettera ventidue, 2019). 

Nata nel 2016, SOU – da Sou Fujimoto architetto giapponese – è la prima Scuola di Architettura per bambini in Italia, ma anche tra le prime nel mondo. Attraverso  il metodo SOU si inietta consapevolezza e positività nel vecchio tessuto urbano, grazie al contributo attivo dei più piccoli e futuri cittadini.  SOU mobilita, infatti, saperi disciplinari diversi sostenendo il diritto dei bambini ad avere esperienze educative basate sulla libertà di pensiero, sulla magia della creatività, sul desiderio. Un programma educativo transdisciplinare che, ponendo al centro un’educazione valoriale per i più piccoli, stimola la riflessione, la progettazione e l’azione, portando all’interno di progetti cittadini, processi di innovazione partecipativi che hanno impatto sulla cittadinanza e su spazi destinati alla condivisione e alla socialità. 

Ma il contesto di Farm Cultural Park a Favara rappresenta per SOU anche una stazione di partenza, dove parte un treno che viaggia guidato dal desiderio di dare la possibilità a sempre più bambini di partecipare alle attività della scuola. 

Nuove e sempre diverse sono, infatti, le occasioni di innesco delle attività laboratoriali sull’architettura e la cittadinanza attiva che SOU si premura di incontrare, accompagnare e abilitare. Ed è proprio a partire dall’esigenza di estendere il metodo SOU ad altre realtà, che nasce per prima Sou a Domicilio. Concepito come spin off di SOU, è dal 2019 che promuove percorsi/processi, abitualmente in collaborazione con istituzioni pubbliche o private di diverse città italiane, con l’obiettivo di rigenerare uno spazio “in-comune”, stimolando la sensibilità ai temi ambientali, alla inclusione sociale, al rispetto di ogni singola persona e del bene comune. 

Un anno più tardi, con l’obiettivo di diffondere i valori della Scuola di Architettura per Bambini in Italia e all’estero, nasce anche SOUper, associazione no profit. Il processo di contaminazione della missione educativa SOU va pertanto consolidandosi con la nascita di SOUper, portando all’apertura di 6 nuove scuole oltre Sou Favara (https://www.sou-schools.com/sedi-soux/). Un esito davvero importante considerando le restrizioni dovute alla pandemia.  Il team SOUper è oggi inoltre in dialogo con associazioni e architetti in tutta Italia, e a breve, anche i bambini di Firenze, Bari, Bitonto, Asti, San Salvo, Bergamo… vivranno la straordinaria avventura SOU! 

Per il periodo estivo 2021, il team Souper, anche spinto dal desiderio di tornare a lavorare in presenza con i bambini, ha inoltre progettato una Summer School,  che ha coinvolto student* dai 7 ai 12 anni, residenti e turisti ad Alassio (SV), Gela (CL) e Ostuni (BR). Il nuovo format estivo SOU Summer School ha proposto attività transdisciplinari, promosso il dialogo intergenerazionale e invitato ad una esperienza di gioco, creatività e apprendimento e gli studenti hanno potuto riflettere sulle città del mondo attraverso Countless Cities, seconda Biennale di Farm Cultural Park.

L’associazione SOUper ha così organizzato direttamente e per la prima volta delle SOU Summer School ad Alassio e Gela. Ideati e coordinati da architett*, espert* in didattica museale, in comunicazione, progettist* culturali, i percorsi SOUper Summer School 2021, sono stati costruiti intorno partnership pubblic-private-people, che hanno visto in prima linea l’adesione delle scuole, delle famiglie, le associazioni e le attività del territorio. Incontri, laboratori ed esperienze hanno animato le giornate di apprendimento collettivo, dove i bambini accompagnati, oltre che dal team di SOUper, da un ricco gruppo di docenti ospiti dalle competenze molteplici (architett*, filosof*, artist* multimediali,  ingegner*, geologi, designer, artisti teatrali) hanno affrontato i temi proposti: città e felicità, economia e sostenibilità, fragilità del territorio, spazio interiore e casa, utopia, limite, rito.

Attraverso dialoghi e giochi, gli incontri sono divenuti un’esperienza preziosa per tutti durante la quale il seme per la trasformazione umana e urbana è stato messo dimora. Per la SOUper Summer School i dati testimoniano come complessivamente cinquantadue tra bambine e bambini, coordinati dai team di Alassio e Gela abbiano partecipato ad almeno un incontro e di questi, quarantadue studenti hanno completato il corso ed ora fanno parte della grande comunità SOU in Italia.

L’associazione culturale no profit SOUper si è rivelata così un dispositivo  per l’attivazione di nuove comunità, punto di riferimento per le realtà culturali che vogliono mettersi alla prova, investire sull’educazione e sul futuro, condividendo valori e idee. Il prossimo settembre avrà inizio il nuovo anno accademico 2021/2022 e “Removing barriers – Celebrating diversity” è il tema che i docenti di tutte le scuole affronteranno insieme agli student*. La sfida è difficile e l’argomento complesso ma fondamentale nel percorso di creazione di comunità inclusive consapevoli e competenti.