A cura di Alice Giuri

Luna – Laboratorio Rurale

Nelle campagne dell’entroterra salentino, a pochi chilometri dalla costa ionica, sorge Luna, Laboratorio Rurale. Un tempo struttura adibita a comunità di recupero per tossicodipendenti, è oggi un laboratorio a cielo aperto dove si sperimentano pratiche di innovazione sociale e progetti legati all’agricoltura.

L’impresa nasce da un’idea tutta al femminile: cinque donne, che avevano appena costituito un’associazione rilevano, con non poca fatica, il rudere ormai in stato di abbandono da dieci anni, con l’idea di ritornare a lavorare al sud dopo anni di esperienza e studi nel nord Italia e all’estero, provando a rilanciare un territorio, per le sue vocazioni più naturali, come il lavoro nei campi e l’agricoltura ad esso annessa.

Il primo passo, racconta Fabiana, è stato quello di aprire le porte alla comunità, far vedere quello spazio e immaginare insieme ad amici, conoscenti e residenti dei paesi limitrofi, il futuro e le possibilità di quel posto.

Recuperare le colture locali

Tra i primi progetti dell’associazione c’è stato il recupero delle colture locali.

L’albicocca di Galatone (varietà già presidio Slow Food), lo zafferano – alimento presente nella tradizione storica locale, che cercano di diffondere nel territorio facendo adottare e regalando bulbi da inserire anche in appezzamenti privati – e il miele, un altro dei prodotti identitari di questa terra.

L’intento  iniziale è stato sicuramente il rilancio e la protezione dei prodotti sopra descritti, ma lo scopo più ampio è quello dell’avvicinamento dei giovani al lavoro agricolo all’interno di questo territorio, accompagnato con paralleli corsi di formazione a loro dedicati.

Il fondo progetti

Tra le attività nate da poco e in fase di sperimentazione, frutto del bando «Terre colte» di Fondazione con il Sud, c’è quella del fondo progetto indirizzato ai giovani che vogliono portare avanti attività agricole e sociali. A Luna, che funge in questo caso da piccolo incubatore, vengono dedicati parte dei fondi e un accompagnamento di condivisione di conoscenze da parte del team. Una volta usufruito del fondo e avviata l’attività, l’idea è quella di restituire quello che è stato dato, per finanziare con quel fondo altre attività, così da garantire la circolarità e la sostenibilità di altre idee e richieste future.

È da questa iniziativa che nasce ad esempio il progetto dei Micro ortaggi di Yuri: piantine giovani di differenti varietà come ad esempio la portulaca, la senape, i piselli, l’amaranto, la rucola etc. che che hanno un alto valore vitaminico e che consumano poco suolo e poca acqua.

Il futuro

Dopo anni di attività e di rodaggio su questi terreni e in questo spazio, iniziano finalmente le attività più fruttuose nella condivisione con altre realtà già attive sul territorio. È il caso ad esempio di Diritti a Sud, associazione che da anni si impegna nella tutela dei diritti dei lavoratori in campo agricolo e che è stata di recente ospitata per la coltivazione dei pomodori nei campi di Luna, con la collaborazione di altre realtà locali con intenti affini, come la cooperativa agricola Karadrà.

Non mancano, tuttavia, le difficoltà economiche e l’incertezza nella gestione dello spazio. È ancora difficile vincere le barriere dello scetticismo generale, di un’agricoltura che è ancora considerata sapere concentrato solo nelle mani di pochi contadini o grandi imprenditori, non pronti a fare il passo verso nuove visioni e modi di agire alternativi più sostenibili.

Lascio Fabiana sperando di poter vedere, qui o altrove, il futuro dei loro progetti, che seppur in una terra arida, sono riusciti a farsi spazio e a germogliare.