A cura di Alice Giuri, Enrica Perotti e Aice Sini. Fotografie di Loris Insinna e Omar Tonella

Laboratorio di co-progettazione e autocostruzione: le stanze dello Scirocco

Immaginarsi orsi in letargo, suricati appesi ai rami di fico, leoni nascosti in cerca di prede: ricerca, sperimentazione e poche convenzioni.
Capire i bisogni di chi vive e vivrà un luogo non può prescindere dall’esperienza, infatti, sin dal primo giorno di conoscenza di Riesi – nel laboratorio coordinato dall’architetto Marco Terranova e i tutor Emanuele Saluzzo e Chiara Pisano – ci siamo dedicati all’ascolto dei suoni di quella terra, l’abbiamo immaginata e fatta immaginare, passeggiando bendati e lasciandoci guidare, abbiamo provato a raccontarla, attraverso i suoi profumi, i terreni scoscesi e le diverse forme e materiali che la componevano. Abbiamo provato a disegnarla nelle mappe, e tramite queste a sintetizzarne luoghi, emozioni e colori. Abbiamo provato a scovarne le esigenze e le vocazioni.

È stata scenario di racconti immaginari e tutto questo è stata la base e il punto di partenza per la progettazione delle architetture effimere che ne sono nate: la stanza del lettore e la stanza per guardare il cielo.

Abbiamo lavorato tanto sul “lasciare andare” i nostri pensieri, i nostri riferimenti, i preconcetti e le strutture che limitavano il fluire delle nostre idee.

Abbiamo lasciato andare l’attaccamento ad un oggetto e lo abbiamo reso di tutte e di tutti coloro presenti in quello spazio. Abbiamo lasciato che le nostre idee si evolvessero con l’evolversi delle nostre percezioni e che, come il legno, si modellassero vive verso qualcosa di concreto.

Il frutto materiale del nostro percorso è così risultato per forma e funzione qualcosa di lontano da quello che si era inizialmente immaginato, così come diverso è stato poi l’uso che ne hanno fatto, e ne faranno, i visitatori.

CivicoCivico

Il workshop, coordinato da Giuseppe Grant e Margherita Manfra, due componenti del collettivo Orizzontale, insieme a Flora la Sita, architetta palermitana, ha avuto come fulcro la continuazione del progetto CivicoCivico iniziato lo scorso anno, sempre  all’interno del contesto di LURT.

L’immobile in cui nasce CivicoCivico è un bene confiscato alla mafia, dato in uso al Servizio Cristiano di Riesi (CL) per dieci anni. Il progetto ha visto nascere lo scorso anno uno spazio dedicato ai bambini al piano terra dell’immobile, con annessa quella che è diventata famosa come “la strada blu”. Questa è una porzione di strada, dalla colorazione blu che ricopre la strada e il lato dell’edificio, la cui pedonalizzazione è stato un intervento pilota della durata di qualche mese e che si spera possa riprendere in futuro.

Il workshop di quest’anno, che ha visto la partecipazione di una decina di giovani provenienti da tutta italia, insieme ai coordinatori e agli operai dell’impresa costruttrice, si è concentrata invece sul primo piano. Qui sono stati smantellati gli arredi e le finiture preesistenti, per far spazio a pareti bianche e arredi progettati su misura dal gruppo di lavoro e realizzati con l’aiuto degli artigiani di Riesi. La funzione di questo spazio è ancora aperta, come lo abiteranno gli abitanti?

Service Design

Luisa Carrada e Maria Cristina Lavazza, coordinatrici del workshop, si sono dedicate a familiarizzare, con un piccolo gruppo di giovani formato da 5 ragazze e da 1 ragazzo, con il metodo e gli strumenti del design thinking, applicandoli all’obiettivo del LURT: (re)immaginare, riannodando i fili della tradizione e della memoria, luoghi, opportunità, servizi per un territorio bellissimo ma con tanti problemi.

Anche questo laboratorio lavorava in sinergia con gli altri tre laboratori paralleli: costruire una comunità; autocostruire luoghi e oggetti; far rivivere una palazzina sequestrata alla mafia nel centro del paese. In tutto una sessantina di persone al lavoro tra gli ulivi, ospitate in un capolavoro dell’architettura italiana di comunità.

Community building and organizing – costruire reti di comunità con il territorio

Ascoltare, osservare, conoscere e conoscersi, immaginare, costruire. Queste le linee guida del laboratorio di Community building, coordinato da Elisabetta Caruso, Teresa Carlone, Marina Kovari e Umberto Mezzacapo dell’associazione BitMup, intorno alle quali si sono sviluppate le attività svolte durante i nostri giorni al LURT.

Siamo arrivati da tutta Italia, 9 ragazze e 4 ragazzi di diverse età, per incontrarci lì, a Riesi, un piccolo paese nell’entroterra siciliano di cui sapevamo poco ma che abbiamo imparato a conoscere e ad amare grazie soprattutto alla presenza fondamentale dei nostri riesini e riesine.

Il laboratorio si componeva di una parte didattica durante la quale i docenti ci hanno fornito i principali strumenti di ricerca e attivazione territoriale: outreach e perlustrazione, costruzione di mappe di comunità, metodi efficaci di narrazione e interazione, profilazione con metodo personas, lavorando anche alla redazione di un giornale, il Foglio Blu, con il quale abbiamo cercato di dar voce alle comunità di Lurt e Riesi; e momenti attivi in cui abbiamo avuto la possibilità di mettere in pratica quanto appreso, muovendoci per Riesi, da soli o in gruppo, vivendo situazioni di forte prossimità interagendo con il luogo e le persone che lo abitano, con il villaggio degli ulivi e con CivicoCivico; lavorando così trasversalmente a tutti gli altri laboratori.

L’obiettivo che ci ha guidati è stato la creazione di una comunità, per realizzare il quale è stato fondamentale tanto il confronto in plenaria con tutti i partecipanti al Lurt – ragazzi e ragazze, docenti, tutor, organizzatori e organizzatrici, volontari e volontarie e Servizio Cristiano – quanto vivere direttamente il luogo scoprendo il contesto, le tradizioni, le abitudini, le persone, i bambini e le bambine, gli odori e i colori di un luogo così difficile ma tanto affascinante. Abbiamo così scoperto che in realtà, pur pensando di muoverci tutti nella stessa direzione, ci stavamo confrontando con tante e diverse comunità e che ognuna di loro aveva non solo esigenze e sogni diversi, ma anche una visione e percezione diversa di quello che stavamo facendo e di cosa rappresentavano Lurt, Riesi e il Servizio Cristiano. Abbiamo pertanto cercato di mettere il nostro impegno al servizio di una stella polare condivisa: la creazione di un’unica comunità di valori che abbraccia e accoglie persone singole e gruppi diversi, in spazi multi-generazionali inclusivi, sicuri e protetti, di cui CivicoCivico abbiamo capito essere l’epicentro.

Link https://lurt.it/